Estrazione del dente del giudizio: quando estrarlo

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Nel periodo fine-adolescenziale della vita di uomo, generalmente, fanno la loro comparsa nella bocca. Provocano fastidio, dolore, noie. Sono i tanto temuti denti del giudizio, detti anche terzi molari. Secondo la conformazione scheletrica dell’uomo caucasico, i denti del giudizio sono da considerarsi a tutti gli effetti un eccesso o, meglio, non propriamente adatti ad alloggiare nella nostra bocca. Diversamente, invece, da come avviene per le popolazioni africane, laddove il dente del giudizio gode di uno spazio letteralmente “suo” all’interno della bocca. Può capitare, però, sovente, che anche per gli uomini e le donne di razza caucasica ci sia la possibilità che il dente in questione alloggi correttamente all’interno delle due arcate dentarie: in questo caso, se il dente è posizionato correttamente nell’arcata, perché possiede un proprio spazio adeguato, e se non determina, quindi, alcun tipo di problematica, il dente del giudizio non va estratto e va a completare perfettamente l’apparato dentale della persona.

Ci sono però determinati casi in cui il dente del giudizio deve essere estratto in quanto rappresenta un problema all’interno della bocca del paziente. Si tratta, ormai, di un intervento di routine senza particolari complicanze o problematiche post-operatorie. Esaminiamo questi casi nel dettaglio.

A volte, può capitare che il dente del giudizio resti incluso per la mancanza di un adeguato spazio nell’arcata, intrappolato nell’osso mandibolare, assumendo quasi sempre una posizione orizzontale. Se l’inclusione ossea non crea problemi, il dente può restare incluso per tutta la vita. Se, invece, si viene a creare una condizione di continuità con l’ambiente orale, allora l’estrazione – o avulsione - è obbligatoria. Infatti, in questo caso i batteri possono colonizzare l’area dell’inclusione provocando cisti, carie, ascessi dentali, che possono essere curati con antibiotici nella fase acuta ma che devono essere estratti per risolvere definitivamente il problema.

  Quando il dente del giudizio è mal posizionato, allora va sempre estratto. Perché? La sua posizione errata favorirà, con molta probabilità, corrosione, processi cariosi, parodontali o riassorbimenti radicolari nel dente adiacente. Il mal posizionamento mette anche lo stesso dente del giudizio nelle condizioni di sviluppare processi cariosi e infiammazioni gengivali. Proprio perché difficile da pulire e da curare, in questo caso va estratto.

 Anche la lenta eruzione del dente può rappresentare un motivo di estrazione. Quando l’eruzione del dente del giudizio si presenta eccessivamente lenta, e, quindi, il dente è coperto parzialmente da lembi di gengiva mobile, si potrebbe creare un ambiente non facilmente detergibile e, perciò, favorevole allo sviluppo e all’annidamento di batteri cariogeni. Potrebbero anche verificarsi pericoroniti dentali, cioè infiammazioni gengivali acute e dolorose provocate proprio per la parziale eruzione del dente. In questo caso, poiché è difficilmente curabile, si preferisce estrarlo.

Un’altra evenienza che determina l’estrazione è un’eruzione inclinata dei denti del giudizio. Quando questi, soprattutto per quanto riguarda l’arcata superiore, assumono una posizione inclinata verso la guancia, nei movimenti di lateralità determinano frequenti e fastidiose lesioni alle mucose orali.

Non a scopo terapeutico, ma preventivo, infine, l’estrazione è consigliata in tutti quei casi in cui i denti del giudizio, durante la fase di eruzione, potrebbero spostare gli altri denti, specie gli incisivi. Per evitare un disallineamento dentale, con tutto ciò che ne deriva, dopo un’attenta valutazione, il dentista può proporre al paziente l’avulsione del dente del giudizio.

Oggi, l’intervento di estrazione del dente del giudizio è sicuramente da considerarsi di routine ma non è assolutamente da prendere sottogamba. Un buon odontoiatra saprà consigliare bene il suo paziente, prepararlo all’intervento e seguirlo nella fase post-operatoria attraverso un’adeguata terapia e gli opportuni controlli del caso.

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