Alito cattivo: cura ed igiene orale

Inutile girarci intorno, la comunicazione è tutto!
E quando si parla di comunicazione, inevitabilmente, si parla di viso, più nello specifico di voce, ancora più precisamente di bocca e, di conseguenza, di denti e, infine, arriva lui il primissimo biglietto da visita della comunicazione ravvicinata: l’alito. Fresche fragranze fruttate, menta e fiori che sbocciano ovunque, sono questi i profumi ideali che ognuno dovrebbe rincorrere per poter affermare con certezza: il mio alito è un alito che conquista! Diciamo pure che la fantasia è una componente importante per la vita di ciascun individuo ma la realtà è che colei che, effettivamente, la fa da padrona e che, statistiche alla mano, dice: la stragrande maggioranza degli individui ha dei seri, a volte serissimi, problemi con l’alito cattivo.

Meglio conosciuto con il termine “alitosi”, l’alito cattivo è un vero e proprio disturbo del cavo orale più che un semplice e fastidioso problema. Si tratta di una sgradevole emissione di aria cattiva, maleodorante, dalla bocca, facilmente avvertibile e poco sopportabile.

Esistono due diversi tipi di alitosi: l’alitosi patologica e quella fisiologica.
L’alitosi patologica può derivare da effettivi scompensi fisici e\o veri e propri difetti del metabolismo come l’insufficienza renale, problemi epatici e assunzione di alcune categorie di farmaci (diuretici, ansiolitici, antidepressivi, …) che, tendendo a diminuire la produzione di un importante meccanismo di detersione della bocca, la saliva, contribuiscono alla proliferazione batterica.
L’alitosi fisiologica, invece, può avere molteplici cause, tra cui: il fumo di sigaretta o di pipa che comporta un aumento della secrezione di acidi nell’apparato digerente, responsabili di uno sgradevole odore della bocca; il digiuno, che blocca il delicato processo della masticazione che contribuisce a portare via le cellule morte presenti nella bocca e che, quindi, favorisce la formazione di un sottile strato maleodorante; una dieta scorretta fatta di cattive abitudini alimentari che possono favorire l’alitosi, come un eccessivo consumo di latte, formaggi e yogurt, a causa delle proteine in essi contenute molto allettanti per i batteri che le metabolizzano, producendo sostanze di cattivo odore; in primis, però, tra le cause dell’alito cattivo vi è una scarsa igiene orale.
Per scarsa igiene orale si intende non solo un “non uso” di spazzolino e dentifricio ma, anche e soprattutto, un “uso esclusivo” di questi ultimi convincendosi che questa, seppur ottima, abitudine basti a se stessa per contrastare il problema dell’alito cattivo.
Per essere certi di vincere la battaglia contro l’alitosi, come ogni battaglia che si rispetti, bisogna usare tutte le armi a disposizione e non solo quelle di facile reperimento.
Un buon dentifricio e un buon spazzolino sono le fondamenta per una buona igiene dentale. Come ogni costruzione che si rispetti, poi, ci sono i pilastri che prendono il nome di filo interdentale e collutorio con proprietà antisettiche.
A tutte queste buone abitudini, però, va associato quello che è un controllo specifico del cavo orale fatto con la lente di ingrandimento da un professionista, per una profonda igiene dentale: ricerca di lesioni cariose e problemi gengivali e che interessano l’insieme dei tessuti parodontali, favorendo notevolmente la sopravvivenza di batteri che si riproducono in gran quantità, nutrendosi dei residui di cibo lasciati nella bocca e sulla lingua dopo i pasti, rilasciando composti volatili che causano, poi, l’alito cattivo.
Un professionista dell’igiene dentale, in questo caso l’odontoiatra, inoltre, può essere d’aiuto anche con uno speciale apparecchio chiamato halimeter con cui riesce a misurare la concentrazione di composti volatili solforati responsabili dell’alito cattivo, per una sorta di conferma.

L’igiene dentale è la cura per il problema dell’alito cattivo, un vero e proprio antidoto. Se ben eseguita, comprensiva di pulizia del dorso della lingua, può sicuramente migliorare la qualità dell’alito.
Nessun farmaco può, quindi, in nessun modo, curare l’alitosi persistente.
Si potrebbe pensare, ad esempio, che anche le gomme da masticare rappresentino un buon alleato nella cura dell’alito cattivo perchè stimolano il flusso salivare, ma si trascura l’importante quantità di zucchero presente al loro interno che può danneggiare pericolosamente i denti.

Per concludere, quindi, chi è affetto da alitosi dovrebbe sottoporsi a visita odontoiatrica, per accertare eventuali condizioni patologiche e, in ogni caso, assumere delle regole comportamentali rigorose per l’igiene dell’intero cavo orale per essere in grado di eliminare totalmente la placca batterica dai denti, dalle gengive, dalla lingua e vincere finalmente la battaglia dell’alito cattivo.
Il premio? Un buon impatto sociale: con un alito fresco e piacevole il successo è garantito!

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