Implantologia a carico immediato: la storia

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L’innovativa tecnica dell’implantologia a carico immediato consente ai pazienti di sorridere sin da subito alla vita, fruendo di una dentatura fissa nell’immediato, cioè entro 72 ore dal termine della seduta chirurgica di posizionamento dell’impianto. Questa tecnica trae la sua origine verso la fine degli anni ’50 del ‘900. L’implantologia rimase infatti a lungo un insieme disorganizzato di tecniche, alle volte fallaci, ad esempio inizialmente l’implantologia definita endossea puntava alla sostituzione di elementi radicolari perduti con elementi alloplastici che venivano opportunamente inseriti nell’osso, scatenando il più delle volte infiammazioni dei tessuti duri e molli.

Grazie proprio alle ricerche effettuate nell’ambito dell’implantologia endossea, si pervenne ad un’efficace ricerca sui materiali, ed una volta individuati quelli biotollerati, la ricerca assunse carattere scientifico. Partendo la ricerca proprio in Italia, la tecnica poi si diffuse dapprima in Francia e poi in Spagna. Il carico immediato, nell’implantologia di scuola italiana, fu proprio il primo elemento distintivo e qualificante della stessa. Il primo vero e proprio intervento di carico immediato fu effettuato dal dottor Tramonte, il primo che ebbe l’intuizione di applicare il titanio all’implantologia clinica. La tecnica chirurgica elaborata in Italia, già anticipava i criteri della mininvasività e a-traumaticità. Grazie ai progressi odierni, in ambito tecnologico e strumentale, si dispone ormai di materiali altamente biotollerati e poco invasivi.

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